Porlezza - Il Pinguino Porlezza

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Porlezza

Adagiata sulle sponde del Lago Ceresio (Lago di Lugano)[2], Porlezza dà il meglio di sé dalla primavera all'autunno, quando la cornice naturale delle Prealpi si riempie dei mille colori della ricca flora locale. Comune a spiccato senso turistico, nei mesi estivi si riempie di villeggianti, in particolar modo di olandesi e tedeschi. Notevole nella serata del 16 agosto il tradizionale spettacolo pirotecnico sul lago, in occasione dei festeggiamenti di San Rocco.Vi si trova la pieve dedicata a San Vittore, una delle 57 pievi medioevali dell'antica diocesi di Milano. L'antichità della pieve è indicata dalla sua posizione periferica rispetto alla sede episcopale di Milano e dalla dedica ad uno dei santi maggiormente venerati in quella città: tutte le altre otto pievi con questa titolazione (Arcisate, Arsago, Castelseprio, Cannobio, Casorate Primo, Corbetta, Missaglia e Varese) si trovano infatti in posizione periferica.Sull'estremo golfo orientale del lago di Lugano o Ceresio, il paese è circondato da verdi montagne meta di varie escursioni e passeggiate. Oltre al centro principale compongono il Comune di Porlezza le frazioni di Tavordo, Begna, Agria e Cima.Il borgo è situato in territorio italiano all'estremità nord-orientale del lago di Lugano (Ceresio). Vi si può arrivare sia attraverso la Svizzera, costeggiando il Ceresio da Lugano[3] in direzione nord-est, sia restando in territorio italiano, percorrendo la statale Regina fino ad Argegno per poi attraversare la Val d'Intelvi, oppure fino a Menaggio da dove parte la deviazione per Porlezza.Di notevole interesse storico è la frazione di Cima, che ha mantenuto una tipica struttura medievale con resti di antiche mura e fortificazioni. Celebri artisti di Porlezza furono alcuni membri della famiglia Della Porta, che tra il XVI e il XVII secolo, eccelsero nella scultura, nella pittura e nell'architettura.La chiesa prepositurale di San Vittore il Moro conserva nel presbiterio affreschi di Giulio Quaglio di Laino con Episodi della vita del Santo, e un notevole altare barocco dorato, ricchi stucchi del Settecento, begli arredi, dipinti e sculture lignee di pregio.In direzione della frazione di Cima, sulla sinistra, dopo la galleria l'antica chiesetta romanica di San Michele del Secolo XII, inglobata in un nuovo ristorante, conserva l´affresco dell'Ultima Cena del 1347. A Cressogno il Santuario di Nostra Signora della Caravina, è un edificio eretto nel 1663 sul sito di una precedente del 1570; alla facciata fu aggiunto un pronao nel 1866; l'interno è decorato da affreschi del sec. XVII. A breve distanza l'elegante tempietto di San Carlo Borromeo fu eretto su progetto di Pellegrino Tibaldi da Puria.In direzione di Osteno all'altezza dei grotti, deviando dalla statale per una carrareccia sulla sinistra, s'incontra l'Oratorio di San Maurizio martire, importante esempio di architettura romanica comacina dei Secolo XI e Secolo XII, del quale (per uno smottamento della montagna avvenuto nel Secolo XIV) emergeva fino al 1966 solo il campanile; grazie agli scavi operati da volontari locali, guidati dal professor Alverio Gualandris l'oratorio è stato sterrato, restaurato e riconsacrato.



 
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